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Fashion blogger: fenomeno temporaneo o giornalisti del futuro?

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scritto da
31/01/2012
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Seguire i diktat delle fashion week, senza adattare l’ultimo must have a noi stessi, ai nostri bisogni e desideri, determina ineluttabilmente il fenomeno dell’omologazione. Ragazzine più o meno facoltose, o dal fidanzato generoso popolano il mondo del web e stanno avanzando sempre di più (non solo in senso metaforico) verso le front row, le tanto famigerate prime file delle passerelle.
Allora viene spontaneo chiedersi: basta davvero un outfit firmato per dettare la moda? O la moda è di tutti?

 

Fino a qualche tempo fa, essere blogger era un fenomeno di nicchia e il ruolo di fashion icon e muse della moda spettava alle star appartenenti allo show business. Ora il vento è cambiato e da Chanel a Louis Vuitton, da Prada a Dolce e Gabbana tutti cercano di accaparrarsi i/le blogger. Gli stilisti li fanno sedere in prima fila alle sfilate, i giornali di moda dedicano loro articoli interi e anche noi fashion addict clicchiamo sui loro blog. The Blonde Salad, the Fashion Fruit, Fashion toast , Fashion squad, Style Scrapbook, per nominarne solo alcuni, impazzano sul web e queste studentesse sono diventate idoli per milioni di ragazzine.

 

 

Il fashion blogger, si pone come punto intermedio tra lo stilista e il consumatore: la sua attività risulta perciò utile ai designer per comprendere quali siano realmente i gusti del pubblico. L’America ha precorso i tempi, dando i natali a fashion icon come Olivia Palermo e il chiacchieratissimo Bryan boy, noto per indossare tacchi a spillo e giacche al rovescio griffatissime. Americano di origini asiatiche, è stato omaggiato da Marc Jacobs con una borsa che porta il suo nome, essendo fan del suo www.bryanboy.com.

 

 

Il più grande, Scott Shuman di The sartorialist, dopo aver lasciato un lavoro nella moda per accudire la figlia, nel 2005 ha incominciato a girare New York scattando foto da pubblicare sul blog ai passanti più glamour.

 

La più piccola Tavi Genvinson  è diventata celebre per il suo look da vecchietta; ha solo 15 anni e già discetta di moda come una navigata signora snob. Ma da quando il «New York Times» le ha dedicato un articolo nessuno può più fermarla. Gli stilisti se la contendono e la invitano alle sfilate.

 

 

I blogger ormai invadono la rete e la usano come loro finestra sul mondo del fashion system. Non posso non citare la mia preferita Andy Torres messicana di origine ma residente in Olanda, giornalista freelance e fashion blogger. Propone sempre outfit originali e mai banali. (J’adore!)

 

 

E l’Italia? Fanalino di coda come al solito? Non direi, due più di tutte hanno catalizzato l’attenzione di sé: la bocconiana Chiara Ferragni di The blonde salad. Il suo blog? Un’insalata mista, un mix and match di luoghi, persone e interessi. Nel vestire sceglie capi low cost uniti a pezzi griffati e accessori nuovi o vintage che indossa per gli outfit da pubblicare.

 

 

L’amica del cuore di Chiara si chiama Veronica Ferraro di The fashion Fruit. Ci mostra i suoi outfit, sempre originali, che vanno dal mood romantico a quello rock.

 

I blogger cambieranno la moda perché hanno un punto di vista nuovo, un po’ per l’età, spesso non arrivano a 20 anni, un po’ perché vivono attaccati a Internet e hanno una visione del mondo a 360°.

 

Il segreto del successo dei blog? La gente sente il bisogno di immedesimarsi nella moda reale. Le sfilate sono belle ma restano sulle passerelle.

 

Gabriella

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